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Cicloni tropicali nel Mediterraneo? Possibili: il caso dell'Ottobre 1996 che sconvolse il comune. Guarda la sequenza animata del Meteosat Francesco Nucera Una delle più recenti e acute ondate di maltempo che ha interessato il nostro territorio comunale risale a qualche anno fa, esattamente nell'ottobre 1996. L'intero territorio dell'area grecanica viene sinistrato da una delle più intense ondate di maltempo degli ultimi dieci anni. Ma è sopratutto a Condofuri che si registrano eventi precipitativi eccezionali. Il pluviometro della regione Calabria posto all'epoca a San Carlo, registra in 24 ore (4 ottobre) ben 186.4 mm. Con gli apporti pluviometrici dei quali in gran parte accumulati in poco tempo, numerosi gli allagamenti a strade e scantinati. L'acqua allaga la biblioteca del Centro giovanile p. Valerio Rempicci. Quattro famiglie vengono evacuate in contrada Lutrò. Si segnalano numerose frane, una di queste isola il comune. Si tenga presente che in media sul territorio comunale cadono annualmente circa 500 mm di pioggia. Ora, fenomeni precipitativi intensi non è detto che siano sempre associati a cicloni. Il maltempo è causato dal transito di un raro ciclone Mediterraneo, un "Medicane". Qualcuno mi chiede se cicloni come quelli tropicali che sconvolgono ad esempio l'America possono verificarsi anche in Italia. La risposta è AFFERMATIVA! Certo, non assumono le caratteristiche in termini di estensione e di potenza come quelli dei "cugini" americani ma possono causare intensi fenomeni precipitativi associati anche forti venti. Esiste una buona letteratura a tal riguardo (Emanuel, Rotunno) che "narra" di vortici la cui forma e la cui energia assomiglia molto a quelli dei cicloni o uragani. In questi ultimi anni, per la mia attitudine allo studio di fenomeni violenti, sto monitorando ed analizzando questi vari soggetti sinottici che sembrano popolare con più frequenza il bacino del Mediterraneo. Nel Dicembre 2005, infatti, uno di questi ha interessato la Calabria e la Sicilia marginalmente, sopratutto sull'Isola si sono verificati gli effetti maggiori. Sull'evento mi sono già occupato in un lavoro pubblicato sulla Rivista di Meteorologia Aeronautica (Nucera F, "December 2005:explosive cyclogenesis and flashflood in south Italy). Riscaldamento globale?Che questi soggetti possano ricevere energia anche dal mare è confermato dalle simulazioni numeriche e dai dati osservati. Tuttavia questo non basta anche perchè ho notato strani vortici che si sono formati con temperature del mare prossime a 20°C e non ai 27°, temperature ideali per mantenere la Macchina di Carnot. Per la loro formazione si necessita di particolari tipi di instabilità idrodinamiche (instabilità baroclina o barotropica) che possano portare ad una crescita della vorticità e a cui si aggiungono anche i flussi di calore del mare a dare manforte. Sotto potete osservare la sequenza nel campo dell'infrarosso della formazione del ciclone Mediterraneo dell'Ottobre 1996. Osservate il classico "occhio". Il sistema si è portato verso il basso Tirreno e la Calabria dove è andato in landfall.
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